Cuore di Pietra _ S. Vassalli

Titolo: Cuore di Pietra
Autore: Sebastiano Vassalli
Casa Editrice: Einaudi, Torino
Prima edizione: 1996
La vita di una casa in una città di provincia,
dagli inizi del Regno d’Italia ai giorni nostri.
Un grande racconto fatto di mille storie
e di mille personaggi, in cui tutti gli italiani,
con affetto o con rabbia, con nostalgia
o con qualche malumore, dovranno riconoscersi.
La città di cui si parla, dove è collocata la grande Casa sul viale dei Bastioni, è proprio Novara; che non viene mai esplicitamente nominata ma evocata attraverso descrizioni e parafrasi delle peculiarità del suo territorio.
La festa di San Gaudenzio raccontata:
dalla Marchesa Colombi:
Maria Antonietta Torriani nacque a Novara il 1° gennaio 1840. Frequentò le scuole Canobiane e poi il Civico Istituto Bellini, diplomandosi maestra elementare. Trasferitasi a Milano, mise a frutto la sua brillante intelligenza iniziando la carriera di scrittrice e giornalista e impegnandosi a sostegno dell’ideale di emancipazione della donna. Con lo pseudonimo di Marchesa Colombi (tratto da una commedia di Paolo Ferrari), fu protagonista sulle scene culturali italiane fino ai primi anni del Novecento, quando decise di estraniarsi dagli ambienti mondani e letterari. Morì a Torino nel 1920. Tra i suoi libri spiccano In risaia (1878), Dopo il caffè (1880), Prima morire (1881), Un matrimonio in provìncia (1885), Cara Speranza (1895) e un originale galateo, dal titolo La gente per bene, che tra il 1877 e il 1901 conobbe ben ventisette edizioni. I brani qui riprodotti sono stati tratti da: Senz’amore, Brigola, Milano 1883; Un Triste Natale, Carrara, Milano 1885; I ragazzi di una volta e i ragazzi d’adesso, Galli, Milano 1888; In risaia. Racconto di Natale, Interlinea, Novara 1994; Un matrimonio in provincia, Interlinea, Novara 1999.
«Quella che a noi teneva luogo di carnovale, era l’ottava di San Gaudenzio.
Dal ventidue di gennaio, che era appunto la gran festa di San
Gaudenzio, primo vescovo di Novara, per otto giorni di seguito c’era la
benedizione colla musica, per la quale venivano persino dei professori
dell’orchestra della Scala, di Milano.
Noi avevamo un banco in prima fila, a sinistra dell’aitar maggiore.
Davanti a noi c’era un largo spazio vuoto, dove si fermavano gli uomini
in piedi, per vedere i musicanti sull’organo che era a destra dell’altare.
Tutti gli anni andavamo assiduamente all’ottava, qualunque tempo
facesse.
Della solennità non c’importava nulla, della musica poco, del Santo
men che meno. Ma si vedeva un po’ di gente, qualche giovinotto ci guardava;
e nella monotonia della nostra esistenza era qualche cosa. […]
Fin dalla prima sera, dopo pochi minuti che ero in chiesa, udii uno
strisciar di passi, alzai gli occhi con un gran batticuore, e vidi sfilare
pian piano i “Moschettieri”, Portos davanti, e gli altri di dietro. Lui
andò ad appoggiarsi al muro sotto il pulpito, in faccia a me, a due passi,
e gli altri si schierarono in fila.
Mi fissò gli occhi negli occhi, e finché durò la funzione, stette a guardarmi,
insistente, instancabile. Gli altri mi guardavano tutti, come se fossero
tutti innamorati di me» {Un matrimonio in provincia, pp. 69-70).
Titolo: Oltre il Velario. Fantasmi di palcoscenico al Teatro Coccia di Novara.
Autore: Silvia Raimondi
Casa Editrice: Silvana Editoriale, Milano, 1993
Presentazione:
La ricerca sul Teatro Coccia di Novara
è stata effettuata per un motivo ben
preciso: non esiste finora una
pubblicazione completa che riguardi la
storia e gli spettacoli di un teatro così
importante da rivaleggiare in certi periodi
con i l Teatro alla Scala di Milano.
Occorre chiarire però che per Coccia
non si intende solo i l teatro esistente, ma
anche quello su cui l’attuale edificio è
stato costruito: i l cosiddetto Teatro Nuovo,
soprannominato ironicamente, negli anni
della decadenza, Teatro Antico.
Il lavoro è stato svolto inizialmente
consultando alcuni testi riguardanti i l
vecchio teatro, mentre la lista degli
spettacoli che si avvicendarono dal 1700 a
tutto l’800 e le varie recensioni, sono state
tratte dai primi giornali novaresi (Corriere
di Novara - La Gazzetta di Novara - L’Italia
Giovane - Il popolo novarese).
Per quanto riguarda la costruzione del
Coccia vero e proprio, si è solo potuto
ricorrere ad una perizia svolta
dall’architetto Pasqualino Carbone nel
1986, anno di chiusura del teatro per
restauri.
Bisogna ricordare che i l massimo teatro
novarese fino al 1985 appartenne ad un
gruppo di palchettisti e che tutta la
documentazione era custodita nell’archivio
del teatro stesso, dove esisteva anche un
piccolo museo volto a raccogliere i
principali cimeli del passato.
Quando i l Coccia passò al Comune e
venne chiuso per i restauri, l’intero
incartamento fu diviso tra diversi Enti
cittadini.
Consultare questo materiale è stato
possibile soltanto grazie all’Assessorato alla
Cultura e ai responsabili della Biblioteca
Civica e Negroni, dell’Archivio di Stato e
dei Musei Civici che hanno facilitato
questo non semplice compito.
Al testo si sono volute abbinare schede
riassuntive degli spettacoli ed una
documentazione fotografica per
testimoniare, in ordine di tempo e in
modo, per quanto possibile, esauriente,
quelli che oggi sono solo pallidi fantasmi
del palcoscenico.
Ridar vita al Teatro Coccia, ai suoi
protagonisti, ai suoi critici, ai suoi
sostenitori, è stato un lavoro lungo e
impegnativo, ricco però della profonda
soddisfazione di aver ricostruito, giorno
dopo giorno, i l suo straordinario e glorioso
passato.
In sovraccoperta:
F. BOSSO, Teatro Coccia, bozzetto, 1928.
MM.CC. Novara (attualmente in deposito
al Broletto).
Per chi fosse interessato: http://www.amazon.com/Oltre-velario-Fantasmi-palcoscenico-Italian/dp/8836604145
Tour virtuale del Castello Visconteo - Sforzesco di Novara, in 3D
realizzato da Giuseppe Galliano Multimedia Studio. Anno di produzione 2003.
(Fonte: http)
- Titolo: La musica manoscritta del Civico istituto musicale Brera di Novara. Catalogo con introduzione storica
- Autore: Alberto Viarengo
- Editore: Centro Studi Piemontesi
- Collana: Il Gridelino.Quaderni di studi musicali
- Data di Pubblicazione: 1999
Facicolo di 14 schede informative, scritte in Italiano, Inglese, Francese, Tedesco e Spagnolo.
Distribuito gratuitamente da:
iat Novara _ Ufficio Informazioni Turistiche
corso Garibaldi 23
(iatturismo@comune.novara.it)
&
ATL Novara _ Agenzia di Accoglienza e Promozione Turistica Locale Provincia di Novara.
baluardo Quintino Sella, 40
(info@turismonovara.it)
«Doing the same thing day after day can get anyone down, but our city has an almost infinite number of things to see and do. The only problem is that it can be hard to find inspiration when we need it, we only seem to stumble across things when we’re not really looking.
[…]
It is important to make the most of the place where you live and that’s why writing a website like Tired of London, Tired of Life is so rewarding. There is so much more to our city than sitting in and staring at the walls, and you can do anything you want here, much of it for free.
If you’re not getting the most out of London, it is a sad truth that you have no one to blame but yourself.»
Questa citazione proviene da un sito molto interessante:
http://www.tiredoflondontiredoflife.com/
Con questa citazione non voglio comparare Novara a Londra e questo per ovvi motivi.
Voglio solamente rendere omaggio ad uno dei siti che mi hanno ispirato per il progetto e soprattutto invogliare il pubblico ad uscire, espolare e conoscere la città al meglio; perché Novara, pur nel suo piccolo, nasconde dei veri tesori.
Presentazione di Armando Riviera, allora Sindaco di Novara.
Molti aspetti della vita amministrativa del Comune vengonoconsiderati minori e passano spesso inosservati. Non sempreperchè sono meno importanti di altri; semplicemente laloro presenza è tanto radicata ed essenziale da essere percepitaquasi come una funzione naturale nella fisiologia della città.Pochi novaresi saprebbero probabilmente dire che cos ‘eil servizio di toponomastica comunale, ma tutti si orientanoattraverso la lettura delle targhe che indicano i nomi dellevie cittadine.Questa pubblicazione ci ricorda che le targhe stradali nonsvolgono solo questa funzione pratica immediata ma che i nomidelle strade testimoniano anche di uomini e di fatti chehanno avuto rilievo nella storia locale.L’Amministrazione comunale la offre quindi all’attenzionedella città come contributo per la conoscenza e la conservazionedi questi frammenti della memoria storica novaresecon la speranza che possa essere di stimolo ad ulteriori riflessioni.L’opera e dovuta alla pazienza, all’impegno ma soprattuttoalla intelligenza dei due impiegati dell’ufficio toponomasticache hanno saputo cogliere nel loro lavoro quotidiano
la possibilità di un approfondimento utile alla città.




